Uri Kaduri

Uri Kaduri / testo di Lea Goldberg ; illustrazioni di Rutu Modan. Vànvere, 2024

 

 

A Uri non piace sedere al tavolino, perché non ci arriva. E’ troppo piccino.

 

Uri Kaduri, uno dei primi e più amati personaggi dei fumetti in lingua ebraica, nasce a metà degli anni Trenta del Novecento da un’idea del pittore, illustratore e fumettista Aryeh Navon, figura di spicco e padre fondatore delle arti grafiche israeliane.
Navon, che al tempo collaborava al periodico per ragazzi Davar La’Yeladim, ogni settimana creava lo storyboard di una breve, strampalata
avventura di Uri Kaduri, a cui la poetessa Lea Goldberg aggiungeva la narrazione in rima.
In occasione dell’ottantesimo anniversario di Uri Kaduri, la fumettista Rutu Modan ha reso omaggio alla geniale inventiva di Aryeh Navon e Lea Goldberg, illustrando la sua personale versione di alcuni di quei deliziosi racconti.
Uri Kaduriè è un ragazzino che trova soluzioni incredibili e spesso logiche, come spesso accade ai bambini, alle situazioni che gli capitano e vive.
Il tavolo è troppo alto? Gli taglia le gambe.
Viene sorpreso da un temporale. Si appende al filo del bucato ad asciugare.
Un auto in corsa lo schizza di fango? Correa lavarsi… ma con i vestiti addosso.
Uno degli episodi più spassosi è La buccia di banana. Uri è in treno, mangia una banana, matura a puntino, e dopo vuole buttare la buccia in un cestino. Ma di cestini, in giro, non c’è neppure l’ombra e tutti i finestrini sono sigillati. Ecco, all’improvviso, la geniale intuizione: il freno d’emergenza è la giusta soluzione.
Strepitosi i visi dei passeggeri che debbono scendere dal treno mentre Uri butta la sua buccia nel cestino e torna soddisfatto a sedersi perbenino.
All’interno del libro, si trovano 7 brevi storie, spassose e paradossali,. Nelle sue avventure Uri non è mai solo: c’è il suo cane fedele che lo asseconda in tutto e il narratore. E se prenderete tra le mani il libro ci sarete anche voi a seguirlo nelle sue peripezie.

URI KADURI ha vinto, per la sezione Nascere con i libri (3-6 anni) il premio Nati per leggere con la seguente motivazione: “Per testimoniare che l’età dell’infanzia merita attenzione sempre, tra competenze che affiorano e abilità che si concretizzano, mano a mano, nell’esperienza individuale e collettiva”.