L’autobus giallo / Loren Long. Orecchio acerbo, 2025

Con il passare del tempo le cose cambiano.
C’era una volta un autobus, di un bel giallo brillante che porta i bambini da un posto importante all’altro (casa-scuola)i.
Tip tap, tip tap, tip tap, hi hi hi, ah ah ah. Lo riempivano di gioia.
Poi, dopo anni, l’autobus giallo, porta in giro gli anziani. Strusc strusc thup, Strusc strusc thup, gniiik thup. Lo riempivano di gioia.
Un giorno qualcuno guidò l’autobus giallo fin sotto un ponte. Così diventò un luogo asciutto per i senzatetto. Ci montarono e si rannicchiarono insieme. Fruusc thup, fruusc thup, brrr, brrr thup. Lo riempivano di gioia.
Spostato in campagna, si trasforma in rifugio per gli animali. Clip clop, clip clop, bee, bee clop. Anche loro lo riempivano di gioia.
Ma dopo poco tempo arrivò un contadino e portò via tutti gli animali. Laggiù nel campo della fattoria in fondo alla valle, accanto al fiume, l’autobus giallo sentiva un rimbombo nelle vicinanze. Così finisce in fondo al lago.
Ora chi lo abiterà. Riuscirà l’autobus giallo a riempirsi ancora di gioia? Vi lascio immaginare il finale.
Un emozionante albo illustrato che ci racconta lo scorrere del tempo. L’autore decide di condurci in un lungo sentiero, in cui la gioia, la malinconia e i sorrisi si mescolano in maniera delicata. Il bianco e nero incontra colori accesisi. Un libro con tanti suoni, umani, animali e soprattutto tanta felicità.
In appendice, l’autore, racconta come è nata l’idea di questo libro e il lavoro fatto per “costruire” le immagini.
